c'è da imparare da quello che sta accadendo in Grecia?

La Grecia è un paese geograficamente e non solo a noi molto vicino, fa parte dell’Europa ed è nella cosiddetta area Euro, non è in Africa equatoriale o sud America o un ancor più lontano (geograficamente ma anche culturalmente) paese dell’oriente. Moti di noi ci vanno a passare le vacanze e conoscono bene questo paese e la sua gente, eppure ora questo paese è nel caos.

Al di la delle analisi più o meno azzeccate (o manipolate) sui motivi della crisi a me preme guardare a quello che succede quando l’economia così come siamo abituati a conoscere nel nostro quotidiano cozza da qualche parte e fa acqua, insomma quella che a me interessa non è capire dove sta volta è andato sbattere il naso il “sistema” economico (quello Greco è lo stesso del nostro) ma l’effetto che fa sulla popolazione, perché ritengo che sia questo che, più di ogni altro effetto, inciderà su di noi il giorno in cui il “sistema” farà flop.

Le persone che vivono nel nostro “sistema” e che sono abituate a non mettere mai in discussione il nostro stile di vita sono in grado si sostenere il peso di una caduta del “sistema” senza perdere la testa? A vedere le immagini e sentire le notizie dalla Grecia viene da pensare di no. Se guardiamo bene a quello che accade non c’è ancora gente alla fame o alla disperazione come in tanti altri paesi del mondo eppure si sono scatenate violenze che a mio avviso la raccontano lunga.

Sono fatti che confermano che come umanità siamo sulla strada sbagliata, l’egoismo e l’individualismo che nel nostro “sistema” vanno per la maggiore, quando arriveranno le burrasche non pagheranno, non saremo più abituati alla collaborazione, alla solidarietà, alla sobrietà, al coltivare un senso profondo del nostro esistere, all’essere in contatto profondo con la vita in noi stessi e negli esseri e ambiente che ci accolgono (nostro malgrado), e allora cosa succede? Inevitabilmente uno si incazza e spacca tutto ed è disponibile anche alla guerra, perché non gli rimane più nulla se non il vuoto non più riempito dalle tante cose da consumare.

Ecco perché in altre parti del mondo c’è chi vive con molto meno di noi e non se ne lamenta e anzi vive serenamente più di noi, l’essere vivo e in contatto con la vita non crea bisogni strani e insaziabili e di fronte a eventuali momenti di maggiori ristrettezze ti da comunque di fondo una serenità d’animo data dal fatto molto semplice di essere vivo e di sentirlo.

Pubblicato in Riflessioni

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