piste ciclabili in trentino

un interessante studio sull’uso della bicicletta per turismo e delle sue ricadute economiche sul territorio, e da noi? Situazione sconsolante! Si fa a gara fra i vari comuni a spendere cifre considerevoli in un unico senso: per costruire nuove arterie, rotonde, centri commerciali, parcheggi in centro ecc.

La foto è puramente casuale! (senza offesa per i simpaticissimi asini)

LA RICERCA “CICLOTURISMO E CICLOTURISTI IN TRENTINO”

PRESENTATA ALLA FIERA DELLE VACANZE IN BICI DI LEVICO TERME (TN)

L’indagine condotta sui percorsi in Valle dell’Adige, Valsugana, Val di Sole, Garda Trentino
Una ricaduta complessiva sui territori quantificata in 85 milioni di euro

TRENTO. In occasione della prima giornata della Fiera delle Vacanze in bici che si è tenuta a Levico Terme (Tn) è stata presentata dall’Osservatorio Provinciale per il Turismo della provincia autonoma di Trento la prima ricerca sul cicloturismo in Trentino.

E’ stato lo stesso direttore dell’osservatorio, dott. Gianfranco Betta, ad illustrare i dati emersi dalla ricerca “Cicloturismo e cicloturisti in Trentino” condotta nell’estate 2009 su un campione di 1400 turisti, intercettati ai “bicigrill” lungo le ciclabili della valle dell’Adige, della Valsugana, della Val di Sole e del Garda trentino. La ricerca si proponeva di fotografare il frequentatore delle ciclabili trentine, conoscerne le esigenze e il grado di soddisfazione che esprimeva ed infine quantificare il movimento e le ricadute del cicloturismo sui quattro territori. A livello nazionale, se la pratica sportiva sta conoscendo un calo parallelo a quello che sta registrando lo sci ed una aumento dell’età degli utilizzatori, per contro il turismo in bici è in costante crescita e il Trentino con un sistema di piste disegnate già alla fine degli anni ’80 si è trovato in vantaggio rispetto ad altre regioni italiane.

Nel campione erano prevalenti i residenti (41,9 %) e i turisti (41,6 %). Le ciclabili sono percorse in prevalenza da gruppi di amici o da coppie con una limitata presenza di famiglie; due terzi degli intervistati indossavano il casco e la motivazione principale della frequentazione era data invece dalla pratica di una attività all’aria aperta, la ciclabile come palestra in buona sostanza. L’indagine ha messo in luce tra le eccellenze della rete di ciclabili la manutenzione dei tracciati, le criticità riguardano invece la segnaletica di avvicinamento ai principali attrattori raggiungibili dalla pista ciclabile, come pure insufficiente è la segnaletica di collegamento tra le diverse piste e quella di carattere sovraprovinciale, funzionale soprattutto alle esigenze dei cicloturisti impegnati in percorsi di lunga percorrenza.

All’interno del campione dei turisti il 65 % era costituito da stranieri (olandesi e tedeschi in testa) e l’80 % del campione ha dichiarato di utilizzare la bici con costanza durante le vacanze in Trentino. Il turista ciclista è la figura prevalente di utilizzatore delle ciclabili, i cicloturisti (chi si sposta utilizzando la bici) sono invece il 26 per cento dei turisti intervistati e si concentrano sulla ciclabile della valle dell’Adige. I turisti ciclisti hanno espresso in generale un grado di soddisfazione maggiore rispetto ai residenti. Sulla tipologia ricettiva scelta dal turista ciclista prevale il B&B l’agritur e l’albergo.

I servizi maggiormente ricercati sono locali coperti e sicuri per il ricovero delle bici. Analizzando la fruizione delle quattro ciclabili emergono aspetti differenti ed esclusivi: sul Garda si registrano problemi di congestione; in Valsugana hanno espresso il maggior grado di soddisfazione; in val di Sole non ci sono cicloturisti ma la maggiore concentrazione di famiglie; in valle dell’Adige il maggior numero di cicloturisti. Dal punto di vista della frequentazione è la valle dell’Adige a registrare il maggior numero di passaggi (riferito al periodo maggio – giugno 2009): 310 mila passaggi con una presenza media giornaliera di 1800 ciclisti. Un caso a se è rappresentato dal Garda Trentino, che è una meta finale per molti cicloturisti (6 mila, che generano 26 mila pernottamenti).

Di assoluto rilievo è qui la ricaduta economica diretta generata dai circa 106 mila turisti ciclisti – un quarto del totale degli arrivi – che si attesta sui 75 milioni di euro. Si tratta dell’88 per cento della ricaduta complessiva prodotta dal turismo in bici nei quattro territori (7 milioni di euro per la Valsugana, quasi 3 milioni per la Val di Sole, 1 milione per la valle dell’Adige) che si quantifica in 87 milioni di euro imputabile per il 98 per cento ai soli turisti ciclisti.

Dalla ricerca emerge in sostanza che il prodotto bici è una delle proposte forti del Trentino, e all’interno di una proposta di vacanza attiva ha già un peso maggiore dell’escursionismo. Il cicloturismo invece è una frazione ancora piccola, ma può crescere se le stesse ciclabili da infrastruttura per una mobilità alternativa saranno pensate più con l’ottica di un prodotto turistico vero e proprio, partendo dalle esigenze che vengono espresse dagli stessi ciclisti, da organizzare, interconnettere, rendere fruibili, commercializzare,

leggi il documento di approfondimento: sintesi report bici(2)

Pubblicato in Decrescita, Riflessioni, Segnalazioni

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