Fiera del vestire sostenibile

I GAS della provincia di Verona si sono attivati per dare visibilità ad un modo diverso di intendere l’economia e il vestire, la festa di domenica 16 settembre è stato un momento di incontro con questo modo di produrre, anche per tante persone che non conoscono queste realtà.

Antonella scrive al gaspolicella:

Cari gasisti e care gasiste,

la fiera “Vestiamoci bene” svoltasi ieri 15 settembre a Borghetto è stata un successone!

L’organizzazione potrà essere migliorata, ma come prima edizione è andata alla grande.

Il magnifico posto, il sole e l’impegno e il lavoro di pochi (prima) e tanti (durante) hanno reso questa giornata davvero bellissima e partecipata da moltissima gente.

Molti tra coloro che sono venuti forse non sapevano nemmeno cos’è un GAS e forse non si erano mai interrogati su cosa c’è dietro al loro abbigliamento: il fatto che abbiano “toccato” queste realtà è un semino piantato, che forse potrà dare foglie, fiori e frutti.

Il Gaspolicella era presente con tantissimi di noi: in allegato la foto di alcuni, davanti al banchetto intergas.

Un ringraziamento alle persone che ci hanno aiutato: i tanti volontari dei GAS, le cuoche della parrocchia, Laura Vioni l’erborista, che con Ceres ci ha regalato il pane, la cantina di Custoza e il pastificio artigiano Remelli con i loro prodotti.

 

Le aziende partecipanti

Quali sono le aziende che erano presenti alla fiera? Ecco le descrizioni scritte tutte (tranne la prima) da Paola del GAS di Valeggio l’animatrice di questa festa, assieme ad alcune foto di questa bellissima giornata:

Iniziamo con la presentazione di ASTORFLEX scritta da Elena del GAS di Valeggio: l’azienda produce calzature sia in pelle che animal free (completamente di origine vegetale). Le sue caratteristiche si possono riassumere in questi punti:

MANODOPERA ITALIANA a contratto indeterminato FILIERA CORTA dal produttore al consumatore, tutta italiana
TRACCIABILITA’ della provenienza della materia prima MATERIALI NATURALI biodegradabili a basso impatto ambientale COMFORT rispetto dell’anatomia del piede in collaborazione con medici podologi TRASPARENZA dei fornitori, dei laboratori e dei costi che determinano il prezzo finale ETICITA’ rispetto del contratto nazionale del lavoro e delle norme vigenti di sicurezza Nessuna trattativa economica con i fornitori che impoverisca il prodotto e permetta di reinvestire in ricerca e qualità INVESTIMENTI in salubrità di laboratorio e nella ricerca della progressiva diminuzione della chimica nella scarpa.
Si potevano acquistare tutte le scarpe Astorflex, i mocassini Vassanelli, gli scarponi da tracking di Gronell. Oltre alle polo di Erregi che chiude le attività di produzione e quindi offriva al prezzo di realizzo di 15 € le sue maglie fino a esaurimento scorte, sono stati presentati anche capi di abbigliamento dei Produttori Indipendenti, realizzati con canapa, ortica, lino e cotone bio, colorati con succhi di frutta.

.

.

Altra realtà presente è il progetto “Risorse Future”( www.risorsefuture.net), a questo proposito v’invito a fare una piccola ricerca su Ronni Ricci. Era presente alla nostra fiera con questo suo progetto che riguarda le calzature prodotte nelle Marche, ma non voglio parlarvi della qualità di questi prodotti: venite a Valeggio a vederli oppure consultate il sito.
Per quanto mi riguarda, sono molto curiosa di conoscere Ronni Ricci: seguo da un po’ di tempo i suoi post e quello che mi attira è il progetto messo in atto. Infatti, oltre che al prodotto vero e proprio, Ronni ha investito le sue energie nell’economia solidale, cioè nella tutela di una filiera, quella delle calzature, che da sempre contraddistingue il distretto del Fermano e che rischia di perdersi per sempre: bravo Ronni!
Infatti, rimettere in funzione una filiera significa dare lavoro a dei nuclei di famiglie che abitano nel proprio territorio. Tante volte si pone l’accento (giustamente) sullo sfruttamento dei paesi del sud del mondo, ma è altrettanto importante che l’etica e l’ecologia diventino un strumento propulsore di un’economia che innesti un meccanismo virtuoso.

.

.

Baciditrama di Susy Bonollo: il nome è già un programma perché unisce un gesto affettuoso (il bacio) con qualcosa che sa di antico e che caratterizza comunque i tessuti (la trama). Purtroppo Susy non è stata con noi perché a settembre ci sono molti eventi legati all’abbigliamento, inoltre noi siamo partiti tardi….
Nel suo sito ( www.baciditrama.it ) Susy ci dice che ha realizzato il suo “sogno di azienda sostenibile ed etica nel rispetto della natura e dell’uomo”. Ci parla poi dei suoi rapporti con i laboratori di confezione e il fornitore di tessuti: aziende con persone concrete, che sappiamo dove sono e cosa fanno.
Peccato non avere avuto Susy con noi.
Infatti, non so se avete notato, soprattutto per chi non conosce i GAS, che a presentare i prodotti sono stati proprio loro, ossia chi ha sognato, progettato e realizzato quello che poi potremo indossare. Non più l’anonimo indumento prodotto da chissà chi e in quale modo, ma un qualcosa che ha un’anima e che ci farà senz’altro bene, non solo fisicamente. Non a caso, se consulterete il sito, ad un certo punto si parla di capi che emozionano.
Permettiamo a queste piccole aziende di continuare a sognare, conosciamole meglio partendo proprio dalla loro anima, cioè le persone.

.

.

Non è facile per me raccontare di Ecogeco perché conosco Claudia e Gianpaolo, e quindi mi sento molto coinvolta. Soprattutto per l’affetto che ho per Claudia che considero una cara amica.
Provengono dal mondo dei GAS veronesi, anzi hanno contribuito a fondarne uno (il GoloGas).
Però, quando affermo che il loro prodotto è ottimo, credetemi in parola: andate a vedere questo link :
http://www3.lastampa.it/ambiente/sezioni/greenews/articolo/lstp/452658/
Per chi non li conosce, Claudia e Gianpaolo propongono jeans completamente naturali e prodotti interamente nel Veneto. Semplicemente geniale.
Il loro sito? www.ecogeco.it

.

.

Made in no ( www.made-in-no.com ). Dovete proprio andare a vedervi il sito: posso solo dirvi che questa azienda coraggiosa rappresenta l’intimo “storico” dei GAS.
“NO allo sfruttamento delle piccole imprese dei produttori tessili, nel Nord come nel Sud del mondo, NO all’abbandono della produzione locale, della creatività artigianale, della tradizione tessile del territorio, NO come Novara, una provincia che sceglie la solidarietà promuovendo filiere ecologiche e più giuste, come valore aggiunto per la crescita dei propri produttori”

Utopia? NO, ma la dimostrazione che si può fare impresa senza abbandonare i propri ideali.
Made in no, ogni punto un pensiero. Bellissimo. Viene proprio voglia di un mondo migliore, anzi si può immaginare che sia possibile, ma veramente…

.

.

Abbiamo avuto un altro ospite veramente interessante: è il calzificio artigianale di Zambelli Pierino (www.calzebiologiche.it ). Il piede rappresenta il legame tra l’uomo e la terra, è la parte che ci tiene … in piedi: tuttavia è la parte che non sempre curiamo di più.
Natur, la calza artigianale, è un’azienda artigianale che ha sede nel bresciano e produce calze dal 1976 e da venti anni le produce utilizzando filati naturali. Una bella esperienza, non c’è che dire.
Ci sono calze per tutti in cotone biologico, canapa, lana naturale e non tinta. Tutti i materiali sono certificati anche dal punto di vista etico.
Per gli amanti della palestra o semplicemente per chi usa le calze sui pavimenti di casa, ho visto nel sito le calze di spugna con l’antiscivolo, che è un’applicazione di PVC naturale non tinto. Forte.

.

.

Non so se avete notato quante donne ci sono in questa esperienza. A un mondo dove giovani e donne sono considerate categorie protette, da guidare e aiutare, si contrappongono le esperienze che vi stiamo raccontando dove donne e giovani hanno osato seguire la propria creatività e creare così piccole imprese che definirei dei gioiellini per qualità e innovazione.
E’ così anche per Kyo (www.kyocashmere.it ), fondata nel 2004 da Vania Silvestri che ha coniugato esperienze maturate nel campo della moda al proprio amore per “gli animali, la natura, le culture orientali” e, non da ultima, la scelta vegetariana.
La lsua maglieria utilizza il cotone bio e la canapa, ma è interessante il fatto che per la lana usi lo yak e il cashmere, che sono prese da animali non costretti in recinti, e solo per pettinatura e non per tosatura.
Riguardo la filosofia dell’abbigliamento, riporto quanto scritto sul sito perché ben risponde ad alcuni degli intenti della nostra piccola fiera:
“Tutto quello che indossiamo, ha un’influenza sul nostro campo energetico e di conseguenza sul nostro equilibrio psico-fisico.

Indossare una maglia in tessuto naturale non è la stessa cosa che metterne una di acrilico, il nostro corpo reagisce diversamente agli olii essenziali naturali piuttosto che ai profumi sintetici derivati da prodotti petrolchimici.
Anche i colori giocano un ruolo importante ed hanno un impatto notevole sulle nostre emozioni e sui nostri stati d’animo. Il rosso stimola l’energia, il rosa rilassa, la pressione del sangue scende quando indossiamo qualcosa di blu…

Diventa consapevole di tutto quello che agisce sul tuo corpo!”
Non solo abbigliamento quindi, ma persone vere che hanno realizzato non solo un’impresa economica, ma hanno messo a frutto esperienze e ricerche e sono disponibili a raccontarcele: questa è una delle ricchezze che saranno a nostra disposizione a Borghetto.

.

.

Ancora una ditta che sa di antico: Tessitura D’ori ( www.tessituradori.com )
“Ci piace sapere, e far sapere, che ogni filo di ogni pezzo che scende da telaio è passato tra le nostre dita”. Infatti, si tratta di accessori e complementi tessuti a mano su telaio. I filati sono seta, lana e cachemire: “prediligiamo il filato greggio che poi andremo a tingere personalmente (…).Le nostre tinture provengono per lo più da bagni ottenuti dal fresco, che raccogliamo personalmente, da piante che crescono nelle nostre zone come corteccia di melo, pero, bacche di sambuco, foglie di mora, cavolo rosso e molte altre.”
Insomma, un insieme di sapienza antica che sa di lentezza e di magia, direi che siamo in quella zona dove l’artigianato sconfina e si confonde con l’arte vera e propria.

.

.

A proposito di pannolini, sarà con noi Stefano Torresan che presenterà il pannolino lavabile prodotto dai ragazzi della “Nova Cooperativa Sociale”. Questa cooperativa gestisce un laboratorio che si occupa di realizzare, con l’aiuto dei propri soci svantaggiati, dei prodotti ecocompatibili: il prodotto con cui è stata avviata l’attività è il pannolino lavabile.
Stefano proviene da Bassano del Grappa ed è da tempo inserito nel circuito dei G.A.S.. ”Ho scelto di fare la mia proposta non solo nell’ottica del kilometro zero, valorizzando quindi il territorio, ma anche a costo zero, scegliendo la bicicletta come “mezzo aziendale” (visti i costi che stanno lievitando del carburante, mai scelta si sta rivelando più azzeccata). Inoltre sto tenendo un occhio di riguardo per le cooperative sociali, cercando di favorire, con il lavoro, l’impiego di persone che, altrimenti, in altri contesti, avrebbero grossi problemi di inserimento.”
A Valeggio cercatelo nello stand di Baciditrama: bella la sua storia, bella la sua esperienza lavorativa che nasce dalla scelta etica-salutare-emotiva di proporre prodotti che ha sperimentato sulla propria pelle e su quella dei suoi cari. Del trio di aggettivi “etica salutare emotiva”, quello che mi colpisce di più è proprio l’ultimo: tutti diamo per scontato che siano utile l’etica e la salute, mentre l’emotività viene considerata un di più. Che sia proprio vero che un nuovo tipo di cultura e di modo di vivere debba passare dai sentimenti? Io ne sono convintissima.

E poi Tinture antiche ( www.tintureantiche.com ) di Gabriella Baiguera.
Viene da Desenzano, in pratica una vicina di casa, e produce filati di qualità tinti in maniera naturale: “I pigmenti sono estratti da radici, foglie, fiori, legni e cortecce, bacche, insetti.” Inoltre, “tingere con materie prime di natura vegetale è un antico patrimonio dell’umanità”. Per me leggere queste cose mi fa sentire di là di una porta che ti conduce a un mondo incantato, con la bellezza che questa porta si sta per aprire con facilità.
I filati sono tutti pregiati: alpaca, merinos, cachemire e seta. Se qualcuno ama i lavori a mano non può non essere affascinato da questo incontro.

.

.

Manuela De Sanctis è l’anima di Rétro (www.retroecowear.com ). Finora abbiamo “giocato” in casa: con Manuela (come con Ronni Ricci, marchigiano, vedi post precedenti) ci spostiamo un po’ più a sud. Manuela viene da Roma ed è una fashion designer che si dedica al vestire femminile. Manuela ci tiene a farci sapere che produce moda, non modelli. Pensate che: “tutta la collezione Rétro è customizzable. Significa che per ogni modello proposto si potranno apportare alcune modifiche. Ciascuno potrà personalizzare il proprio capo nel modo che sa essere più adatto al proprio fisico ed essere protagonista della moda, senza subirla. Anche questa è etica.”
Questo è possibile perché ogni passaggio della filiera è curato da persone, ossia “da un gruppo di abili sarte, gestite dalla signora Emma e suo figlio Stefano, che operano in un piccolo laboratorio romano.”
Manuela, Emma, Stefano: questi capi nascono da persone vere, proprio all’opposto della produzione industriale in serie.
Inoltre, la cura per l’ecologia e l’etica non si ferma alla scelta dei tessuti, ma si spinge a non usare nessun imballaggio di plastica; le etichette e i cartellini sono in cotone biologico e carta riciclata certificata. Anche le stampelle per appendere i capi non sono casuali, ma in cartone di recupero.

.

.

L’origine di 798 (www.loriginedi798.it ). Scrivevo qualche post più sotto, che quando c’è veramente libertà di espressione e non ci sono barriere per la creatività, si incontrano donne e giovani che dimostrano con le loro proposte di avere solo bisogno che venga dato loro un po’ di spazio.
E’ il caso anche di questa azienda fondata nel 2001 da tre giovani che alla creatività e alla voglia di fare uniscono un grande amore per la natura. Provengono dalla provincia di Brescia e piaceranno a chi ama lo “stile semplice, pulito e con un tocco di originalità”.
Dopo aver letto queste poche righe, non stupisce che abbiano una linea per il tempo libero, compreso lo YOGA.
“…l’espressione più dolce che possa esistere è quell’espressione leggera che parte dal cuore e dall’anima e fluisce nel movimento del corpo…..”
Allora, c’è ancora qualcuno che pensa che la nostra piccola fiera sia solo un evento commerciale?

L’associazione “il Mondo nella Città” (www.ilmondonellacitta.it ) onlus, “svolge attività di accoglienza e integrazione di richiedenti asilo, titolari di protezione sussidiaria, umanitaria e internazionale nell’ambito del progetto Oasi”. All’interno di questa bella associazione nasce nel 2005 l’atelier Nuele, con la proposta di insegnare ai beneficiari, una tecnica di intreccio della carta: in questo modo si favorisce una socializzazione attraverso l’incontro nella sede, consentendo anche un ritorno ad una normalizzazione di persone che altrimenti rimarrebbero isolate.
“E’ così che l’atelier Nuele (treccia” in lingua kiswuali) è diventato, con il tempo, un luogo di sperimentazione che riallaccia il legame con le culture d’origine, favorendo lo scambio di esperienze tra tecniche e saperi differenti.”
Ai primi esperimenti si è unita la collaborazione con la ditta di design Lago e il laboratorio Nuele si propone un traguardo ambizioso: “dimostrare che l’economia solidale può e deve essere vettore di sviluppo e che ingredienti come commercio, diritti umani, sviluppo economico, sostenibilità ambientale e promozione dell’inserimento lavorativo delle persone possono e devono amalgamarsi bene insieme.”
Saranno presenti da noi con la vendita di articoli creati e cuciti nell’ambito dell’atelier-laboratorio Nuele (carta e stoffa).

.

.

Nella nostra storia di piccoli eventi a Valeggio lui c’è sempre stato. Eccolo lì, Roberto Margini di Equipereden ( www.equixeden.com ). Nella foto è assieme a Laura (a destra) la nostra erborista che ci ha ospitato nel 2010, al centro Alice che ci ha dato una mano.
Quest’anno Roberto ci porterà il suo intimo e, se non ho capito male, ci sarà anche qualche offerta speciale di cui approfittare. Se però volete un consiglio, approfittate della sua simpatia e parlantina: anche lui ha una storia da raccontare e, soprattutto, una grande esperienza per quello che riguarda i tessuti e le loro proprietà. Usatelo.

.

.

Ancora a proposito di bambini: non potete non innamorarvi di pret-a-jouer, indossare per giocare. Nel senso che si gioca con la maglietta, prima di indossarla.
www.lacasasullalbero.com
I capi, come del resto quelli dei produttori invitati a Valeggio, rispondono ai requisiti delle certificazioni biologiche, sostenibili per il sociale e 100% made in Italy.
La diversità di questa ditta, come in ciascuna di quelle presentate, è proprio la sua storia: “il progetto PRET A JOUER nasce in un pomeriggio di gioco con i nostri bambini.” E questo giocare porta ad essere selezionati nel gennaio del 2011 tra gli otto finalisti della prima edizione di un concorso dedicato ai nuovi talenti organizzato da Pitti Immagine in collaborazione con Vogue bambini e Altaroma. Perbacco.
Alla fine diciamolo chi si è inventato questo ProgettoQualeGioco: “L’idea delle t-shirts “ PRET – A-JOUER” nasce da un gioco tra amiche, un team di giovani artiste – Francesca Heusser, Laura Guffanti e Velca Boccaletti – che da anni si occupano di progettazione e gestione di attività ludiche rivolte all’infanzia”. (da www.progettoqualegioco.it/progettare-e-giocare/pret-a-jouer/)
Siete abbastanza incuriositi? Andate a vedervi il sito, veramente delizioso come le magliette che propone.

.

.

Ultima, ma solo in ordine di tempo, Ilenia Rossi. Sicuramente giovanissima, abita a Verona.
Non ha ancora un sito e si presenta così:
“Lavoro nel campo sartoriale dal 2006 dopo gli studi, dedicandomi particolarmente alla ricerca dei materiali che sono base importante dei miei progetti.
Solisti i tessuti, acquistati in particolari condizioni o derivanti da stock altrimenti non sostenibili dato i loro costi, sono costituiti da fibre pregiate e naturali come seta, cotone e lana.
Materiali che arrivano da produttori che non usano tinture chimiche o trattamenti dannosi per l’ambiente. (Particolari combinazioni le tingo personalmente).
L’abito per questo diventa simbolo, pezzo unico da me pensato cucito e trattato, racconta volumi e spazi liberi aperti all’ascolto di altre contaminazioni.”

Ilenia s’inserisce bene nella nostra fiera perché alla sostenibilità intesa in senso di tutela dell’ambiente e dell’etica sociale, unisce creatività e alta artigianalità. Sarete stupiti dalla qualità che troverete presso i nostri produttori, perché gli aggettivi come buono e sobrio, si possono ben abbinare al Bello.

 

Le associazioni

A Borghetto non ci sono stati solo produttori di abbigliamento e accessori nuovi, ma anche alcune associazioni e gruppi che ci hanno portato le loro esperienze. Abbiamo già incontrato “la luna in soffitta” (vedete un po’ più giù il post di Elena Bernabè), adesso facciamo la conoscenza di GIRACOSE. O meglio, andatevelo a vedere nel sito che è bello e descrive bene tutto (www.ilgiracose.it). Vi voglio invece raccontare che sono andata a trovarli in un sabato che diluviava a più non posso: si trovano a Pradelle di Nogarole Rocca, occupano un grande magazzino che quel sabato era pieno di gente. Da loro OGNI COSA PUO’TROVARE IL SUO POSTO, questo il loro slogan: io aggiungerei che questo avviene con una leggerezza e una sensazione di relax che non troverete mai in nessun grande magazzino. Andate a trovarli, è veramente una bella esperienza.
Tra l’altro si occupano anche di piccoli laboratori che fanno rivivere gli oggetti con trasformazioni simpatiche e non banali. Non ci credete? A dopo

L’associazione “Antiche Contrade” è una bellissima realtà veronese, precisamente del territorio della Lessinia. La potrete conoscere consultando il sito www.associazioneantichecontrade.it.
Alla nostra fiera parteciperà, con la dimostrazione del lavoro di cesteria, Sara Comai, giovane mamma e artista delicata, che adopera gli intrecci in maniera veramente poetica.
Di là del laboratorio interessantissimo, si potrà conoscere quest’associazione di artisti che sta creando un museo all’aperto vicino a delle antiche contrade che rischiano di scomparire. L’idea di questo singolare Museo, dove i bambini sono liberi di correre e giocare e gli adulti non provano soggezione, ma un senso di tranquillità, “nasce dall’esigenza di fondere arte, ambiente e materia e instaurare relazioni con le persone residenti.” Tutto questo avviene usando come mezzo espressivo la Land Art, ma non solo.

Ma non finisce qui: se vi intriga la tessitura a telaio, il 16 sarete nel posto giusto. Ci sarà infatti il Gruppo Tessitori Veneto: “siamo un gruppo di tessitrici e tessitori che tessono per Hobby e si ritrovano periodicamente da più di 25 anni con loscopo di promuovere la tessitura a mano; utilizziamo telai a quattro o più licci e telai ad alto liccio.
Ognuno di noi tesse con propri materiali e forme, esprimendo la propri personalità.
Abbiamo allestito sia mostre collettive che personali proponendo i nostri manufatti che vanno dagli arazzi a complementi di arredo ed abbigliamento. Insieme formiamo il “Gruppo per la Tessitura a Mano”.
Alcuni componenti del gruppo saranno presenti tutto il giorno con un paio di telai e inviteranno chiunque voglia, a provare a tessere: io mi prenoto per prima!

Erra presente anche la Comunità di Emmaus, una realtà storica del veronese che attraverso il riciclo dell’usato contribuisce al reintegro di persone in difficoltà.

Pubblicato in Attualità, Eventi, gruppi di acquisto solidale, Iniziative

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*


+ nove = 15

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>