Mali: un’altra guerra giusta

Francois "Rambo" HollandeÈ con sgomento e disgusto che da un po di giorni sento parlare (poco) di un’altra guerra come fosse una notizia di sport.

Come per le altre guerre del recente passato si parla solo di quello che fa comodo e non del perché in quel tormentato continente che è l’Africa accadono questi fatti.
Non si fa giornalismo vero, nessuno analizza quali sono le responsabilità e le connivenze se non peggio di un mondo occidentale che continua una politica neocolonialista che sta generando miseria ingiustizia e reazioni sempre più violente, sempre più difficili da controllare.
Vi consiglio uno dei pochi articoli che ne parla: http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=19948

Sotto l’articolo c’è anche un bellissimo e intenso servizio di RAI3 su Sankara ex presidente del Burkina Faso, una grande lezione di umanità, onestà e di dignità: un militare si un militare che scelse la povertà per condividerla con i sui concittadini, che si muoveva in bicicletta, che era per il disarmo, che parlava a nome delle donne e dei bambini, che diceva che la politica ha senso solo se rende felici e non i governanti ma i governati e non in un fumoso domani ma oggi, è stato ucciso.

Mi ha ricordato un altro grande uomo Mohandas Gandhi http://www.quarei.it/matonele/?p=5765 anche lui alla fine ucciso.

Oltre che con sgomento e disgusto è con profonda tristezza che vedo la maggioranza tacere, mi chiedo cosa è veramente cambiato rispetto a quella umanità del passato che ha lasciato mano libera ai guerrafondai nella prima e seconda guerra mondiale e ha reagito solo dopo quell’immane massacro.

Pubblicato in Attualità, pace
12 comments on “Mali: un’altra guerra giusta
  1. luca scrive:

    Bellissimo articolo e interessante analisi.
    Grazie

  2. vittorio scrive:

    Grazie Antonio per la segnalazione, il servizio su Sankara l’avevo visto anch’io ed è impressionante vedere come questa voce libera sia stata annullata dall’informazione.

  3. prassede scrive:

    è da anni che non riesco più ad ascoltare un telegiornale perchè le notizie che danno sono sempre superficiali e si dà per scontato che si sappiano gli antefatti di ogni cosa, è raro anche che si parli di qualcosa di diverso che non siano i gossip o i fatti di cronaca nera. Un mio grande rammarico è che non si parla mai di quello che succede nel mondo e quando questo accade, come abbiamo visto, si danno solo notizie superficiali e opache. Sono contenta che tu ci dia modo di approfondire la questione del Mali perchè sono molto interessata, questa parte del Gas è quella che mi piace di più! Grazie ancora.

  4. roberto scrive:

    Grazie del link su Thomas Sankarà
    lo sto guardando in questo momento…

  5. pierpaolo scrive:

    Vi ricordate un vecchio film di Alberto Sordi, “Finchè c’è guerra c’è speranza”?
    Il pieno di benzina nella nostra auto, la lavatrice che ci lava la biancheria, il phon che ci asciuga i capelli, il cellulare con il quale facciamo un sacco di fesserie oltre che telefonare.
    Tutto questo lo RUBIAMO, RAPINIAMO, DEPREDIAMO con la forza militare ed economica a 6 (sei) miliardi di uomini, donne e bambini
    del resto del mondo.
    Il nostro stile di vita non è compatibile con una sana politica di pace, dobbiamo cambiare radicalmente noi stessi, riflettere seriamente su cosa è veramente importante per noi, ridare slancio alle nostre relazioni affettive, donare il nostro tempo libero ai nostri figli, mogli/mariti, amici, volontariato.
    TUTTO quello che ho letto sopra sono un sacco di cazzate.

    • Antonio scrive:

      non capisco cosa vuoi dire.
      Prima scrivi in estrema sintesi che con il nostro stile di vita deprediamo 6 miliardi di esseri umani e poi: “TUTTO quello che ho letto sopra sono un sacco di cazzate”.

  6. pierpaolo scrive:

    Mi spiego meglio.Come si può pensare di condurre una vita così dispendiosa senza mettere in conto che tutto il superfluo di cui viviamo (ed è tantissimo) non devi fregarglielo a qualcuno.
    Il pianeta ha risorse finite e basterebbero per tutti se noi riducessimo la quantità che ci accaparriamo a scapito degli altri popoli.
    E’ impossibile distribuire la stessa quantità di risorse che noi consumiamo a tutti gli abitanti del mondo.
    Il nostro stile di vita, pertanto, necessita di una politica estremamente aggressiva nei confronti del sud del mondo che potrebbe attenuarsi solo se rinunciassimo, volontariamente e con coscienza, a tante e tante risorse che trasformiamo in comodità e lussi.
    Il film che ho citato descrive perfettamente questo concetto quando la moglie e i figli di Alberto Sordi scoprono che il loro caro guadagna tanti soldi vendendo armi nel terzo mondo e si rivoltano scandalizzati contro di lui.Sordi non si scompone e si dice disposto a cambiare lavoro, onesto ma molto meno remunerativo, se sono disposti a fare a meno della vita lussuosa che conducono.
    Deve prendere un aereo due ore dopo per trattare una partita di armi e andando a riposare raccomanda loro di non svegliarlo se vogliono cambiare stile di vita e vivere con la coscienza a posto, oppure…….
    Due ore dopo è sull’aereo.
    In buona sostanza, penso, che sia ipocrita scandalizzarsi della guerra in Mali se poi non sappiamo rinunciare ai nostri lussi e a tutto il superfluo che deprediamo agli altri.
    Pierpaolo.

  7. antonio scrive:

    adesso mi è chiaro
    forse non hai capito bene quello che vogliamo portare avanti anche tramite questo sito
    alla base di quello che proponiamo e cerchiamo anche di sperimentare nel quotidiano c’è un diverso stile di vita
    quello che scrivi per noi sono cose assodate da anni, forse prima di scrivere “sono tutte cazzate” era meglio se leggevi un po in questo sito per conoscerci

  8. Pierpaolo scrive:

    In effetti non vi conosco personalmente e tantomeno il vostro modo di vivere, pertanto, non ho il diritto di apostrofare i vostri commenti su questo argomento con un lapidario “sono tutte cazzate”.
    Vi chiedo scusa.
    Conosco, però, un gran numero di persone che parla in questo modo e poi va in vacanze in crociera (provocano un danno ambientale elevatissimo) o in quegli alberghi dove c’è da mangiare di tutto a tutte le ore (alla faccia dei tanti che non possono mangiare niente).
    Conosco tanta gente che lascia scadere buona parte della spesa da mangiare e poi la butta via e mi fa i discorsi pacifisti, o che cambia ogni anno il cellulare senza riflettere sulle guerre che si combattono per il controllo del coltan.
    C’è tanta gente così ma la gente siamo noi.
    Un giorno comprai un giubotto di pelle all’ oviesse e quando tornai a casa mia moglie mi disse
    Tutti noi viviamo in questo sistema ed è difficile capire, troppa gente parla a sproposito e a volte mi viene voglia di mandare qualcuno di questi a quel paese.
    A proposito, riguardatevi quel film, è un ottimo spunto di riflessione.
    Pierpaolo.

  9. Pierpaolo scrive:

    Scusate quando ho spedito il mio ultimo commento è stato tagliato il nono rigo.
    Ebbene, mia moglie mi disse “Ma non avevi firmato quella petizione contro gli allevamenti dei cani in Cina che usano la loro pelle per confezionare capi di abbigliamento?Non potevi comprarti un giaccone normale?”

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