Petrolio a gogò?

Global-WarmingPropongo la lettura di un articolo interessante di Rob Hopkins, della rete della Transizione, su quello che sta accadendo nel mondo dell’estrazione di idrocarburi con le nuove tecnologie e delle speranze che qualcuno ripone in queste per sostenere l’attuale modello di crescita.
L’articolo risponde a quello scritto da George Monbiot, giornalista britannico, che si mostra ottimista sulla futura disponibilità di idrocarburi basandosi su un nuovo rapporto dell’Università di Harvard intitolato ‘Petrolio: la Prossima Rivoluzione: la crescita senza precedenti dalla capacità di produrre petrolio è ciò che significa per il mondo’.
Rob Hopkins mostra come ci siano due punti deboli nella esposizione di Monbiot: la forzosa sovrastima della disponibilità di idrocarburi, il rapporto dell’Università di Harvard è stato scritto dal dirigente petrolifero Leonardo Maugeri che come tale è certamente incline verso un punto di vista ottimistico, e la molto più grave dimenticanza che tutto questo sta causando i cambiamenti climatici che sono il vero rischio maggiore a cui l’umanità di sta avvicinando.

http://transitionitalia.wordpress.com/2012/07/06/rob-hopkins-su-maugeri-monbiot-e-la-fine-del-peak-oil/

Un altro articolo correlato interessante:

http://aspoitalia.blogspot.it/2012/07/inizia-emergere-la-realta-del-gas-di.html

Riporto alcuni passaggi significativi dall’articolo di Hopkins:

“L’idea che la nostra sola opzione, se vogliamo evitare un rapido collasso, sia un’orgia di estrazione di petroli non convenzionali con ogni mezzo necessario è un’idea logica dal punto di vista del sistema della crescita industriale.”

“Abbracciare gli idrocarburi che definiranno il secondo tempo dell’era del petrolio, come la mette Monbiot, ci “friggerà tutti”. Il cambiamento climatico è comunque difficile che sia l’unico impatto. Kurt Cobb ha scritto di recente su come la corsa ai petroli non convenzinali ridurrebbe gli Stati Uniti a ciò che egli chiama “America Portaspilli”, citando una previsione di un ex ingegnere della EDA che entro 100 anni gran parte delle riserve di acqua potabile sotterranee saranno contaminate. In altre parole, una conseguenza del nostro muoverci nel “secondo tempo” dell’era dell’estrazione dei combustibili fossili è che, nella nostra disperazione, creiamo sfide sempre più difficili per noi e per i nostri discendenti.”

““se aspettiamo i governi sarà troppo tardi”. Credo più che mai che la guida per il cambiamento abbia bisogno di venire dalle comunità, dai cittadini, dalla gente comune che si mette insieme per fare qualcosa su questo.”

“Fracking, petroli da scisto, petroli pesanti, sono sentieri per un mondo dove il potere, le risorse e il controllo continueranno ad essere tenuti lontano dalla mani della gente comune e nelle mani di coloro che rovinerebbero il mondo. La Transizione offre una storia diversa, che riguarda il vivere con i propri mezzi, connettersi col luogo, riportare il potere alla gente ed alle comunità e costruire resilienza a livello locale. Secondo me ciò ha molto più diritto ad essere denominato ‘ottimista razionale’ che non il mondo del negazionismo climatico, dell’economia del feticismo della crescita e della centralizzazione del potere.”

Pubblicato in Attualità, Decrescita, Segnalazioni

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