Gruppi di acquisto non solidale 3

Prosegue da parte della stampa ufficiale la fastidiosa tendenza a banalizzare i GAS, sminuendone la portata etica e politica. Oggi è la volta della Repubblica cadere nel tranello della semplificazione.

Nell’articolo “In gruppo si risparmia” una certa Francesca Tarissi parla degli “e-coupon”, una sorta di acquisto collettivo online: con questo sistema si può comprare di tutto, dal percorso di coppia nell’hammam in centro, alla cena nel ristorante di lusso fino al corso di Pilates o al giro panoramico in elicottero, con sconti talvolta superiori all’80 per cento.”

“Una formula semplice ed efficace, sostenuta anche dall’acquisto in mobilità attraverso le versioni dei siti dei ‘buoni elettronici’ per iPhone e iPad e dalla presenza sui social network.” Vabbè, chissenefrega, è una cosa che non ci riguarda.

E invece no: secondo la Tarissi si tratta della “rivisitazione in chiave Terzo Millennio dei vecchi Gas, i Gruppi di Acquisto Solidali del ’94.” Nientepopodimeno.

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4 comments on “Gruppi di acquisto non solidale 3
  1. antonio scrive:

    leggo dall’articolo di Repubblica: “Rivisitazione in chiave Terzo Millennio dei vecchi Gas”
    Accidenti siamo già vecchi e superati, è bastato gettare nell’immondizia tutti i principi sui quali si sono fondati i GAS, fra i quali la critica al consumismo e la sobrietà, tenendo solo la convenienza economica dell’acquisto di gruppo.
    Potenza della spazzatura mediatica: banalizzare, disinformare e gettare la solita rete consumista imbellettata di perline colorate per pescare soldi da persone sempre meno esseri umani.
    Visto che il “sistema” traballa e vai con il consumismo di gruppo, siamo all’ultima spiaggia? Chi lo sa, comunque teniamoci stretti è un segno dei tempi!!

  2. Carlo scrive:

    E’ un vecchio trucco: banalizzare per denigrare! Strano da Repubblica!

    Intanto i GAS crescono!

  3. Aldo C. scrive:

    Quello di ridurre il valore dei GAS a semplici comunità che hanno l’obiettivo di ottenere vantaggi economici sugli acquisti,è un tarlo che non è completamente assente nemmeno tra i “nostri”. E’ importante anteporre sempre il valore della denuncia del consumismo come “bestia nera” della nostra società che ci rende schiavi. E’ la conversione della quale deve farsi carico ognuno che intende aderire ai nostri GAS che devono essere soprattutto “solidali” con la Madre Terra e gli esseri che la abitano temporaneamente. Se la giornalista di Repubblica non ha capito questo è meglio che stia zitta per non creare altri danni. Il nostro motto “Vivere sobriamente per condividere i beni della terra e stare gioiosamente insieme”. Ciao. Aldo

  4. Luca Cecchi scrive:

    Scusate se mi intrometto ma ho bisogno di dire la mia:se anche Repubblica pubblica questi articoli per fare spazzatura coi nostri GAS significa che cominciamo a dare veramente fastidio a qualcuno (anche qualcuno di più).Ricordiamoci che anche Repubblica è un giornale del “sistema finanziario”.Forse bisognerebbe chiedere alla giornalista di venire ad intervistarci per fargli capire meglio su quali principi e azioni si basano le nostre scelte.
    Ciao a tutti
    Luca cecchi

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