la mafia c’è anche nel veronese

venerdì 7 maggio ore 20.45 a Isola della Scala auditorium Santa Maria Maddalena (chiesa dei frati) in via Roma

Da Palermo a Peschiera è anche COSA NOSTRA!

La mafia non vuole che se ne parli, PARLIAMONE INVECE! perchè “il silenzio è vergogna.”

Pubblicato in Eventi
2 comments on “la mafia c’è anche nel veronese
  1. mirko simonaio scrive:

    Gentile direttore,
    venerdi 7,maggio al mattino mi chiama un amico, per chiedermi se mi potesse interessare assistere ad una serata in cui si parlava di Mafia. Io esprimo il mio interesse e così la stessa sera, alle 20,45 assisto ad Isola della Scala(Vr), alla serata “MAFIA da Palermo a Peschiera” e con stupore mi vedo seduti difronte a me Bernardo Calasanzio e Brizio Montinaro parenti di vittime della mafia, il Procuratore Generale del tribunale di Brescia Guido Papalia, il sostituto Procuratore del tribunale diVerona Marco Zenetelli e l’illustre avvocato Guariente Guarienti. Una serata a tratti toccante, a tratti rabbiosa e comunque da far perdere il sonno. Si! Perdere il sonno.Grazie alla tecnologia di internet è arrivato il saluto di Salvatore Borsellino che ha scaldato il cuore e le mani della gente stippata in sala.Successivamente sono seguiti i racconti della sofferenza e della dignità con la quale è andata a morire gente semplice, umile, ma che ha saputo dire di No alla mafia. Poi il racconto di come un giovane militare della scorta di Falcone vivesse con passione e consapevolmente il proprio mestiere, senza essere un eroe, ma convinto di fare la cosa giusta. Il Procuratore G.Papalia ha sviscerato i metodi, gli strumenti della mafia e come sul territorio abbia sembianze differenti….M.Zenatelli ha raccontato delle riforme da attuare a livello regionale per dare più strumenti alle manovre anti-mafia.Nella serata è emerso come anche a Verona, in specialmodo nelle località del Lago c’è e opera la mafia ormai da anni. E’ stato detto che il migliormodo per far attecchire la mafia è quello di negarne l’esistenza, proprio come si fece in Sicilia negli anni ’70-’80. Sembra che Verona, ridente e ricca cittadina di provincia, faccia gola alle mafie.
    Cosa è andato storto nella serata? Nulla tutto organizzato bene! Quello che è venuta a mancare è stata la presenza delle istituzioni locali! Già! Un evento così di spessore e carico di un messaggio legato al bisogno di legalità e trasparenza, non solo snobbato, ma secondo quanto affermato anche nei volantini presenti in sala, sarebbe stato ostacolato negando lo spazio e facendone rinviare più volte la data. Può essere questo un caso di “Diversamente-Onesti”?Legga quanto riportato sul volantino e giudichi lei…
    …(omissis) Marcello Dell’Utri doveva venire a Isola Della Scala durante la “fiera del riso” a parlare dei Diari di Mussolini…fu disdettato,ma più per paura di perdere i clienti in fiera che per vera convinzione…Alcuni citadini, in particolare l’Associazione Isola Libera, avevano proprosto all’Ente Fiera di occupare la serata di Dell’Utri con personalità dell’antimafia.Il personaggio indicato fu Benny Calasanzio che in precedenza aveva scritto, senza ricebere risposta alcuna, al sindaco, nonchè Presidente della Provincia, Giovanni Miozzi, invitandolo a desistere dal far venire alla fiera del riso un condannato per mafia.Alla proposta di Isola Libera, il CDA dell’Ente rispose,per iscritto, che accettava la collaborazione …a patto che l’iniziativa si svolgesse alla fine di tutte le fiere…Si fissò la data del 12 Marzo …poi sono arrivate le elezioni Regionali.L’Ente Fiere colse l’ocasione per rinviare ulteriormente la serata…7 di maggio…Ma 2 giorni prima di Pasqua il direttore dell’Ente, Roberto Bonfante, fece sapere, tramite telefonata, che il presidente del CDA Dott.Gazzani aveva deciso di non fare più niente.Alla richiesta di un perchè il direttore riferì che non gli era stata data nessuna spieazione.L’Associazione Isola Libera, non essendosi data per vinta, decise di organizzare in proprio la serata e a tale scopo fece richiesta di poter usufruire(a pagamento) del Teatro Parrocchiale Capitan Bovo. Il 16 Aprile arrivò la lettera di risposta in cui si affermava quanto segue:”Dopo un’attenta e approfondita valutazione della vostra richiesta di utilizzo della sala per la serata del 7 maggio prossimo, il Consilio direttivo dell’associazione Capitan Bovo ha ritenuto di NON CONCEDERE L’AUTORIZZAZIONE”.Le motivazioni le abbiamo sapute per via ufficiosa e si racchiudono in questa frase pronunciata dalla Presidente del Consiglio Direttivo del teatro:”…Perchè son tutti della stessa parte!”Non si sa bene di he parte parlasse. Visto che il tema della serata è l’antimafia, per noi essere tutti della stessa parte vuol dire essere contro la mafia, e questo non ha etichette nè di destra nè di sinistra perchè si tratta di un valore di interesse comune a tutta la società civile.
    Sembra di capire che nel nostro paese proprio chi ha la responsabilità istituzionale e morale di tutelare i propri cittadini dal rischio di infiltrazioni mafiose, preferisca Dell”Utri colluso con la mafia a Borsellino vittima di mafia…

    Ringraziandola per l’attenzione la saluto augurandoci che presto in tutti noi nasca la consapevolezza che la mafia esista…E’ l’unico modo per iniziare a contrastare nel nostro territorio la presenza silente della mafia!
    Simonaio Mirko

  2. totò scrive:

    Mirko ti chiedo di darci del tu perchè ritengo che anche questo piccolo gesto sia espressione della volontà di camminare assieme verso un mondo migliore.
    Sono un’aderente al Selese, a questo gruppo di persone che si impegna volontariamente a favorire la costituzione di quello che noi chiamiano un Distretto di Economia Solidale, questo sito ne è uno strumento e nello spirito di servizio gratuito che ci anima non ci siamo dati nomine come direttore o simili, siamo tutti uguali, con la speranza che anche questo piccolo gesto possa essere utile, a noi stessi prima di tutto ma anche alla comunità che vorremmo veder crescere nel veronese.
    Condivido con te il desiderio che grazie all’impengo di noi tutti possa finire il “regno” dei mafiosi ma anche di tutte le altre piccole e grandi ingiustizie, a cominciare dalla (diciamo ottimisticamente) scarsa sensibilità delle istituzioni locali.
    La cosa che più mi colpisce è che un’associazione che si collega ad una parrocchia risponda in quel modo, mi lascia a dir poco perplesso, quanto siamo lontani da un risveglio del mondo cattolico… e il resto dei parrocchiani tace?

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